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Autoritratti pieni di mistero

Il modo in cui Egon Schiele ha completamente ridefinito l’arte dell’autoritratto, ha influenzato innumerevoli artisti dopo di lui. Nella nuova mostra “Schiele e le conseguenze”, L’Albertina ci porta a compiere un viaggio emozionante, tra opere di artisti come Maria Lassnig, Erwin Wurm, Georg Baselitz, Günter Brus e VALIE EXPORT.

Gli autoritratti hanno un posto fisso nella storia dell’arte. Affascinano e stupiscono i loro osservatori da secoli. Nel Rinascimento e fino alla fine del XIX secolo erano soprattutto emblema di bellezza e riconoscibilità. Con l’avvento del Modernismo e a cavallo del XIX e XX secolo, si verificò un cambiamento radicale. Da quel momento prevalse come importanza la rappresentazione dell’individuo e del suo intimo. Gli autoritratti come li conosciamo da Egon Schiele (1890-1918), voltano radicalmente le spalle al culto della bellezza che caratterizzò la Secessione viennese della Fin de siècle.

21 dei suoi importanti autoritratti e dipinti di corpi sono il punto di partenza della nuova mostra "Schiele e le conseguenze" presso l’Albertina modern. Il lavori di Schiele vengono presentati in relazione agli autoritratti delle successive generazioni di artisti.

Il modo in cui l’icona dell’Espressionismo Egon Schiele ha ridefinito completamente la concezione del ritratto dal punto di vista del linguaggio corporale, della gestualità e della mimica, è stato dirompente e allo stesso tempo ha indicato una via nuova, influenzando profondamente gli artisti venuti dopo di lui. Nella mostra comprendente oltre 130 opere, nove artisti del presente vengono messi a confronto con Schiele: si tratta di Georg Baselitz, Günter Brus, Jim Dine, VALIE EXPORT, Elke Krystufek, Maria Lassnig, Arnulf Rainer, Cindy Sherman, Karin Mack, Adriana Czernin, Eva Schlegel ed Erwin Wurm. Il risultato? Un viaggio misterioso alla scoperta del Sé ...

Schiele e le conseguenze, 10/9/2021-23/1/2022
https://www.albertina.at/albertina-modern/

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